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03.08.2026La composizione assistita della crisi rappresenta uno degli strumenti più innovativi introdotti dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, finalizzato a favorire l’emersione tempestiva delle difficoltà aziendali e a promuovere soluzioni negoziate con i creditori. Tale istituto si inserisce in una logica preventiva, con l’obiettivo di evitare il deterioramento della situazione economico-finanziaria e di scongiurare l’accesso a procedure concorsuali più invasive.
Cos’è la composizione assistita della crisi
La composizione assistita della crisi è una procedura volontaria e riservata che consente all’imprenditore in stato di squilibrio patrimoniale o finanziario di attivare un percorso di risanamento con il supporto di un organismo terzo e indipendente. In particolare, il procedimento si svolge dinanzi all’Organismo di Composizione della Crisi (OCRI), istituito presso le Camere di Commercio, il quale nomina un collegio di esperti incaricato di facilitare le trattative tra debitore e creditori.
Elemento centrale dello strumento è la riservatezza: l’accesso alla procedura non comporta effetti pubblici immediati, consentendo all’impresa di gestire la crisi senza pregiudicare la propria reputazione sul mercato.
Quando conviene attivarla
Il ricorso alla composizione assistita risulta particolarmente opportuno nelle fasi iniziali della crisi, quando l’impresa presenta segnali di difficoltà ma conserva ancora margini di continuità aziendale. Indicatori quali tensioni di liquidità, ritardi nei pagamenti o squilibri nei flussi finanziari possono rappresentare campanelli d’allarme che suggeriscono l’attivazione tempestiva dello strumento.
La convenienza risiede nella possibilità di intervenire prima che la situazione diventi irreversibile, negoziando con i creditori soluzioni sostenibili, quali ristrutturazioni del debito, moratorie o piani di rientro. In tal modo, si preserva il valore dell’impresa e si riducono i rischi di insolvenza conclamata.
I vantaggi per l’imprenditore
Tra i principali benefici della composizione assistita si evidenzia la possibilità di mantenere il controllo della gestione aziendale durante il processo di risanamento. L’imprenditore, infatti, continua a operare, supportato dagli esperti nominati dall’OCRI, che svolgono una funzione di mediazione e consulenza.
Ulteriore vantaggio è rappresentato dalla protezione offerta da alcune misure premiali, tra cui l’attenuazione delle responsabilità in caso di tempestiva emersione della crisi e l’accesso facilitato a strumenti di regolazione della stessa. La procedura favorisce inoltre un approccio collaborativo con i creditori, aumentando le probabilità di raggiungere accordi condivisi.
Limiti e criticità operative
Nonostante i numerosi punti di forza, la composizione assistita presenta anche alcune criticità. In primo luogo, il successo della procedura dipende dalla disponibilità dei creditori a negoziare e dalla reale sostenibilità delle soluzioni proposte. In assenza di tali condizioni, il percorso può non condurre ai risultati sperati.
Inoltre, è necessario che l’imprenditore adotti un atteggiamento trasparente e collaborativo, fornendo informazioni complete e veritiere sulla situazione aziendale. Una gestione non adeguata della procedura può infatti compromettere la credibilità dell’impresa e aggravare la crisi.
Uno strumento strategico
La composizione assistita della crisi si configura come uno strumento strategico per la gestione anticipata delle difficoltà aziendali, in linea con i principi di prevenzione e continuità d’impresa.
La sua efficacia è strettamente legata alla tempestività dell’intervento e alla qualità del supporto professionale di consulenti legali e finanziari, in grado di guidare l’imprenditore nelle scelte più appropriate. In un contesto economico caratterizzato da crescente incertezza, l’utilizzo consapevole di tali strumenti rappresenta un elemento chiave per la salvaguardia e il rilancio dell’attività imprenditoriale.
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