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10.08.2026Il concordato preventivo è uno degli strumenti più efficaci per evitare il fallimento e risanare un’impresa in crisi, consentendo di rinegoziare i debiti con i creditori sotto il controllo del Tribunale. Regolato dal Codice della Crisi d’Impresa (D.Lgs. 14/2019), questa procedura offre alle aziende la possibilità di continuare l’attività, tutelare l’occupazione e preservare il valore per gli stakeholder.
Il concordato preventivo è una procedura concorsuale che permette a un’impresa in stato di crisi (ma non ancora insolvente) di proporre ai creditori un piano di risanamento per estinguere i debiti in modo parziale o dilazionato. A differenza del fallimento, che porta alla liquidazione dell’azienda, il concordato consente di mantenere l’attività e evitare la chiusura.
La procedura del concordato preventivo
La procedura si articola in fasi chiave:
Presentazione della domanda
L’impresa deposita al Tribunale una domanda di ammissione al concordato, corredata da:
- Piano di risanamento (con proposte di pagamento ai creditori);
- Relazione di un esperto indipendente (che attesti la fattibilità del piano);
- Elenco dei creditori e stato patrimoniale.
Nomina del giudice delegato e del curatore
Il Tribunale nomina un giudice delegato per supervisionare la procedura e un curatore (se necessario) per verificare la correttezza del piano.
Verifica e voto dei creditori
I creditori votano il piano in un’adunanza. Per l’approvazione, è necessario il voto favorevole della maggioranza dei creditori (in valore e numero). Se il piano viene approvato, il Tribunale lo omologa, rendendolo vincolante per tutti i creditori (anche per quelli che hanno votato contro).
Esecuzione del piano
L’impresa attua il piano secondo i termini stabiliti, pagando i creditori secondo le modalità concordate. In caso di mancato rispetto, il Tribunale può dichiarare il fallimento.
Vantaggi del concordato preventivo
Il concordato preventivo offre numerosi benefici rispetto ad altre procedure concorsuali:
- Continuità aziendale: L’impresa può proseguire l’attività senza interruzioni.
- Tutela dell’occupazione: I posti di lavoro sono preservati, evitando licenziamenti di massa.
- Riduzione dei debiti: I creditori possono accettare un pagamento parziale (es. 30-50% del debito) pur di evitare il fallimento (che comporterebbe un recupero ancora minore).
- Blocco delle azioni esecutive: Durante la procedura, i creditori non possono avviare pignoramenti o esecuzioni forzate.
- Miglioramento del rating creditizio: Un concordato ben gestito può ripristinare la fiducia di banche e fornitori.
Casi pratici di concordato preventivo
Ristrutturazione del Debito
Un’azienda con debiti propone un piano che prevede:
- Pagamento del 40% dei debiti in 5 anni;
- Cessione di un ramo d’azienda per generare liquidità;
- Riduzione dei costi operativi: I creditori accettano il piano per evitare il fallimento e recuperare almeno una parte del credito.
Concordato con cessione dei beni
Un’impresa in crisi cede parte dei suoi asset (es. immobili, macchinari) per estinguere parte dei debiti e proseguire l’attività con una struttura più snella.
Concordato per liquidazione
Se l’azienda non può proseguire, il concordato può prevedere la liquidazione controllata dei beni per massimizzare il recupero crediti.
Il concordato preventivo rappresenta una soluzione strategica per le imprese in crisi, consentendo di rinegoziare i debiti, evitare il fallimento e preservare il valore aziendale. Tuttavia, il successo dipende da una pianificazione accurata, una negoziazione oculata con i creditori e un supporto professionale competente. Per le aziende che si trovano in difficoltà finanziaria, il concordato può essere la chiave per un nuovo inizio.
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