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02.07.2026I controlli dell’Agenzia delle Entrate rappresentano una realtà con cui imprese, professionisti e contribuenti devono fare i conti. Che si tratti di verifiche documentali, accertamenti fiscali o ispezioni, essere preparati è fondamentale per evitare sanzioni, ridurre i rischi e tutelare i propri interessi.
Tipologie di controlli dell’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate può effettuare diversi tipi di controlli, a seconda del livello di rischio e della complessità della posizione del contribuente:
- Controlli formali: Verifiche documentali su dichiarazioni, fatture e registri contabili, senza ispezioni in loco. Spesso riguardano errori materiali (es. omessa fatturazione, errata compilazione dei modelli).
- Accertamenti con adesione: L’Agenzia invita il contribuente a regolarizzare la propria posizione prima di emettere un avviso di accertamento, con la possibilità di pagare le imposte dovute senza sanzioni (o con sanzioni ridotte).
- Ispezioni e verifiche in loco: Controlli diretti presso la sede dell’impresa o dello studio professionale, con accesso a documenti, registri e sistemi informatici.
- Controlli incrociati: Analisi dei dati tramite incroci con banche, fornitori e clienti per individuare anomalie (es. movimenti bancari non giustificati, fatture emesse a soggetti inesistenti).
Come prepararsi
Una preparazione accurata può fare la differenza tra un controllo gestito con successo e uno che si trasforma in un contenzioso costoso. Ecco i passaggi fondamentali:
Organizzazione della documentazione
- Conservare tutti i documenti fiscali per almeno 10 anni (termine di decadenza per l’accertamento):
- Fatture emesse e ricevute (in formato cartaceo o digitale, con firma elettronica se richiesto).
- Registri contabili (libro giornale, libro degli inventari, registri IVA).
- Dichiarazioni dei redditi (modelli Redditi, IVA, 770).
- Contratti e documenti societari (atto costitutivo, statuto, verbali assembleari).
- Documentazione bancaria (estratti conto, movimenti, giustificativi dei prelievi/contanti).
- Verificare la coerenza tra i dati dichiarati e la documentazione in possesso.
Verifica della compliance fiscale
- Controllare la correttezza delle dichiarazioni: Assicurarsi che IVA, IRPEF, IRES e IRAP siano state calcolate e versate correttamente.
- Rispettare gli adempimenti: Verificare che siano stati presentati tutti i modelli (es. F24, 730, Unico) e versate le imposte nei termini.
- Allineare i dati con il Fisco: Utilizzare strumenti come il cassetto fiscale o l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate per verificare la propria posizione.
Formazione del personale
È importante anche istruire dipendenti e collaboratori su come gestire un controllo, fornendo loro le linee guida su cosa dire e cosa non dire agli ispettori. Inoltre è consigliato designare un referente (es. il commercialista o il responsabile amministrativo) per coordinare la comunicazione con l’Agenzia.
Cosa Fare in caso di avviso di accertamento
Se l’Agenzia emette un avviso di accertamento, è fondamentale agire tempestivamente:
- Verificare la legittimità dell’avviso: controllare che sia stato notificato correttamente e che i termini di decadenza siano stati rispettati.
- Valutare il ricorso: esistono due tipi di ricorso, il ricorso amministrativo (entro 60 giorni) alla Commissione Tributaria Provinciale, o il ricorso giudiziale (entro 30 giorni dalla notifica del diniego del ricorso amministrativo) al Tribunale.
- Pagare o Rateizzare: se l’accertamento è fondato, è possibile pagare le somme dovute o richiedere una rateizzazione (fino a 72 rate mensili).
Strategie per minimizzare i rischi
Per ridurre la probabilità di controlli e mitigare le conseguenze, è utile:
- Adottare un sistema di compliance fiscale: Utilizzare software gestionali che garantiscano la correttezza delle dichiarazioni e la tracciabilità delle operazioni.
- Effettuare verifiche periodiche: Audit interni o check-up fiscali per individuare e correggere errori prima che siano rilevati dall’Agenzia.
- Utilizzare il ravvedimento operoso: Se si riscontrano errori o omissioni, è possibile regolarizzare la posizione con sanzioni ridotte (fino al 1/10 del minimo).
- Partecipare a programmi di collaborazione volontaria: Come il cooperative compliance, che prevede un dialogo costante con l’Agenzia per prevenire contenziosi.
I controlli dell’Agenzia delle Entrate non devono essere visti come una minaccia, ma come un’opportunità per verificare la correttezza della propria posizione fiscale. Una preparazione accurata, la collaborazione con professionisti esperti e una gestione oculata delle richieste possono fare la differenza tra un controllo gestito con successo e uno che si trasforma in un problema costoso. La chiave è agire con trasparenza, prudenza e tempestività, per tutelare i propri interessi e minimizzare i rischi.
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